In XV secolo Tagged in 1494, Cartografia, DeSituOrbis, Esplorazioni, GeografiaAntica, Incunaboli, oceano, RotteMarittime, SecoloXV, Strabo, Strabone, Strabone da Amasea, Umanesimo 35 downloads
Link SBN: http://id.sbn.it/bid/LIGE005810Livello bibliografico: MonografiaTipo documento: TestoAutore principale: StraboTitolo: Strabo De situ orbisPubblicazione: (Ioannes Vercellensis, Anno Sal. 1494, die 24. aprilis)Descrizione fisica: [16], cl carte ; folDescrizione: Questa edizione incunabola del De situ orbis di Strabone rappresenta una delle prime stampe moderne di un'opera geografica fondamentale dell'antichità. Strabone, geografo e storico greco del I secolo a.C., fornì una delle più complete descrizioni del mondo allora conosciuto, basandosi su fonti precedenti e su osservazioni dirette. L'opera influenzò profondamente la cartografia e la geografia medievale e rinascimentale, offrendo ai lettori una visione dettagliata dei continenti, delle rotte marittime e delle popolazioni. L'edizione del 1494, stampata a Vercelli, testimonia il rinnovato interesse umanistico per i classici e per la conoscenza geografica, in un'epoca di grandi esplorazioni e scoperte.
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Link SBN: http://id.sbn.it/bid/CNCE006838Livello bibliografico: MonografiaTipo documento: TestoAutore principale: Bonardo, Giovanni Maria <1552-1589fl.>Titolo: La grandezza, et larghezza, et distanza, di tutte le sferePubblicazione: In Venetia : per Francesco Rocca, 1563Descrizione fisica: [32], 63, [1] p. ; 8° Descrizione: Quest'opera cinquecentesca affronta il tema della struttura dell'universo secondo le concezioni astronomiche del tempo, discutendo la grandezza, l'ampiezza e la distanza delle diverse sfere celesti. Il testo si inserisce nel dibattito cosmologico rinascimentale, caratterizzato dalla transizione tra il modello tolemaico e le nuove ipotesi sull'ordine del cosmo. L'autore analizza la dimensione e la disposizione delle sfere planetarie, tentando una quantificazione basata sulle conoscenze matematiche e astronomiche del tempo. Il trattato rispecchia l'interesse del XVI secolo per la misurazione dello spazio cosmico e per la determinazione delle distanze tra i corpi celesti, anticipando le discussioni che culmineranno nelle rivoluzioni scientifiche di Copernico e Galileo.